"PAROLE E CANZONI”

esce l’ antologia ragionata del quarantennale lavoro di GIORGIO GABER  

 

Parole e Canzoni è la prima iniziativa editoriale ufficiale –nelle librerie da martedì 7 maggio- nella quale vengono raccolti i testi delle canzoni e dei monologhi teatrali di Giorgio Gaber.

Lo stesso Gaber, insieme a Vincenzo Mollica, ha per l’occasione operato una selezione del suo vastissimo repertorio che per ragioni di spazio non avrebbe potuto essere integralmente pubblicato e ha curato una videocassetta comprendente i brani più significativi della sua carriera.

Giorgio Gaber è un personaggio unico nello spettacolo italiano come unico e irripetibile è stato il suo percorso artistico. Negli anni sessanta era uno dei cantanti e degli autori più originali ed amati dal pubblico. Per le sue canzoni sempre contraddistinte da intelligenza, ironia e da una carica vitale che lo hanno fatto diventare non solo fenomeno discografico ma anche  fenomeno di costume. Poi dagli anni settanta la svolta tanto inaspettata quanto radicale di dedicare interamente la sua attività al teatro inventando un genere per noi assolutamente inedito: il teatro-canzone. Da quel momento Gaber smette definitivamente di essere fenomeno di costume per diventare un riferimento culturale per più di una generazione. Con il suo inseparabile co-autore Sandro Luporini, Gaber infatti attraversa con i suoi spettacoli  trent’anni di storia. Il teatro diventa per lui luogo e momento di verifica, di critica e di analisi della realtà che lo circonda e di condivisione col vastissimo pubblico che da sempre lo segue.

Il libro testimonia questo singolare percorso. Troviamo una sintesi necessariamente ristretta del repertorio cosiddetto leggero dei primi anni di attività, dove comunque trovano spazio i brani più significativi e popolari, per passare poi al repertorio teatrale dove ciascuno spettacolo viene riproposto in modo molto analitico e completo seppur non in modo integrale.

Dal Signor G. al Dialogo tra un impegnato e un non so; da Far finta di essere sani ad Anche per oggi non si vola;  da Libertà obbligatoria a Polli d’allevamento; da Anni affollati a Io se fossi Gaber; da E pensare che c’era il pensiero a Un’idiozia conquistata a fatica.

Sinora Gaber aveva sempre declinato i numerosi inviti a pubblicare i testi delle sue canzoni e dei suoi monologhi limitandone la presenza nei soli programmi di sala a disposizione di coloro che lo seguivano in teatro. Questa reticenza non era però dovuta ad un eccesso di riservatezza quanto alla convinzione che il testo di una canzone o di un monologo non può avere solo una valenza letteraria e che l’elemento interpretativo risulta decisivo per il suo apprezzamento e la sua comprensione. In questa iniziativa quindi la presenza di un video completa il discorso artistico dando una testimonianza molto articolata ed efficace anche della sua dimensione di interprete.

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